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Verifica interesse Patrimonio Pubblico

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Le peculiari  caratteristiche del territorio italiano, con stratificazioni  culturali  millenarie afferenti a molteplici etnie e ceppi insediativi  diversificati , lo rendono particolarmente ricco di elementi  di particolare interesse nei vari settori, artistico, storico, archeologico e etnoantropologico.
La protezione dei valori  culturali attinenti ai molteplici aspetti  dell''immenso patrimonio di beni immobili e mobili appartenenti  allo Stato, Regioni, Province,Comuni, Enti Pubblici e persone giuridiche private senza fini di lucro  è affidata al corpus normativo ben strutturato del D.Lgs 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, opportunamente dettagliato  dall'art. 12 e seg.

Evoluzione storico normativa

L'obbiettivo di codificare normativamente  il potere cautelare dello Stato  a protezione del patrimonio culturale italiano era già evidente nelle leggi  di tutela del 1939, in particolare nell'art. 4 della legge n. 1089, in seguito reiterato nel D. Lgs  490/99.
In particolare, però, l'art 12 del D. Lgs  42/2004  introduce e specifica l'iter del  procedimento evidenziando che " le cose immobili e mobili indicate nell'art.10 comma1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquantenni, sono sottoposte alle disposizioni della presente Parte fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al c.2.

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Per la regolamentazione della procedura sono stati successivamente emanati specifici decreti ministeriali attuativi , e cioè:

I soggetti,  istituzionali e non , coinvolti nella formalizzazione dell'atto

La procedura prevista si caratterizza per una continua interfaccia tra  gli enti  pubblici  che intendono sottoporre a verifica dell'interesse culturale e beni di  proprietà e gli istituti di settore del  Ministero  per i Beni e le attività culturali  ( Soprintendenze e Direzione Regionale) preposti alla suddetta verifica e alla redazione dei provvedimenti di competenza.
Gli specifici decreti attuativi  sopraevidenziati  ,  indicano le modalità  di  redazione delle schede descrittive contenenti i dati identificativi e descrittivi del bene in esame.

reg001Il procedimento di verifica e di dichiarazione

Il procedimento finalizzato alla  dichiarazione dell'interesse culturale e la relativa notifica sono normati dagli artt.14 e 15
Per uniformare  e rendere più efficace la trasmissione dei dati descrittivi  degli immobili è stato attivato un  puntuale   sistema informatizzato , che consente di acquisire i dati in un formato unitario, ottimizzare e controllare i tempi del procedimento , con la finalità di costituire una banca dati dell'immenso patrimonio culturale pubblico.

Effetti della verifica , doveri e diritti, competenze della Soprintendenza prima e dopo la dichiarazione di interesse

A completamento  dell'iter di verifica   ed  accertamento con esito positivo della sussistenza dei requisiti  di interesse culturale, la Direzione Regionale  emette il provvedimento di dichiarazione di interesse.
Il provvedimento viene inviato alla Soprintendenza  che ne ha curato il procedimento istruttorio, nonché al Comune di ubicazione dell'immobile, affinché venga aggiornato l'elenco dei beni culturali nel rispettivo  territorio comunale.
Tali immobili rimangono pertanto sottoposti a tutte le disposizioni del Codice dei Beni Culturali , con  particolare riferimento  alle misure di  Protezione e Conservazione,  di cui al Capo III della Parte Seconda , agli obblighi conservativi ( art.30 ) e alla necessità di ottenere l'autorizzazione del Soprintendente (art. 21) per  l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sul bene culturale.
Nel caso di verifica con esito negativo  su  tali immobili  appartenenti al demanio dello Stato ,  delle Regioni e degli altri enti pubblici territoriali, come evidenziato al comma  5 del citato art. 12,  la scheda contenente i dati identificativi, è trasmessa ai competenti uffici affinché ne dispongano la sdemanializzazione   in quanto non più soggetti alle disposizioni di tutela  del D.Lgs. 42/2004.

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Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il "Codice dei beni culturali e del paesaggio", introduce all'art. 12 il procedimento per la verifica dell'interesse culturale dei beni mobili ed immobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli enti pubblici ed alle persone giuridiche private senza fine di lucro.
In particolare l'art. 12 prevede che tutte le cose immobili e mobili appartenenti a tali soggetti, se realizzati da più di 50 anni ad opera di un autore non più vivente, siano sottoposti all'accertamento dell'interesse culturale attraverso una procedura che prevede l'invio dei dati identificativi e descrittivi deglle cose immobili e mobili ai fini della valutazione di merito da parte dei competenti uffici del Ministero.

Per regolamentare tale procedura sono stati emanati appositi decreti ministeriali attuativi:

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La procedura prevista si caratterizza per il continuo concerto fra le Amministrazioni. Il flusso delle richieste sottoposte alla verifica è modulato, fase per fase, offrendo un percorso chiaro per tutti gli Enti pubblici coinvolti.
Per uniformare e rendere più efficace la trasmissione dei dati descrittivi degli immobili è stato attivato il sistema informativo per la verifica dell'interesse culturale;

Guida introduttiva al sistema informativo (in formato PDF, 2130 Kbytes).
L'utilizzo del sistema informativo consente di:

La Corte dei Conti ha condotto un'indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del procedimento di verifica dell'interesse i cui esiti sono riportati nella delibera 16/2006/G (in formato PDF, 382 Kbytes) del 20 ottobre 2006.
reg002La disamina della Corte è stata complessa e approfondita; in particolare la Corte riconosce che " il Ministero per i beni e le attività culturali ha dimostrato di aver ben percepito l'importanza strategica del compito ad esso affidato dal Codice 2004 e di essersi attivato con tempestività per l'esecuzione delle nuove disposizioni. (...) Forte era infatti la preoccupazione che gli uffici periferici del Ministero venissero "sommersi" da una grande mole di richieste e non fossero in grado di provvedere nei tempi richiesti dalla legge. Una tale evenienza non si è verificata grazie anche alle iniziative intraprese dal Ministero, sicché neanche un bene immobile è rimasto sottratto alle disposizioni di tutela per effetto del c.d. silenzio assenso ".