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Domande più frequenti

 

Cosa bisogna fare per poter effettuare lavori su un bene sottoposto a vincolo ?

 

Per poter effettuare  lavori su un bene vincolato è necessario  presentare  una domanda in bollo (€16,00) sottoscritta dalla proprietà o dal tecnico professionista abilitato (architetto o ingegnere nel caso siano lavori di natura statica) con delega della proprietà.

 clicca sul link per collegarti al modello di Autorizzazione per esecuzione di lavori sui Beni Culturali

 

 

Esistono contributi per i proprietari di edifici tutelati ?

 

 Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n.42, negli artt. 31, 35, 36, 37, 38, dà la possibilità di accedere a contributi ministeriali per la realizzazione di interventi di conservazione e restauro.

Il Ministero ha infatti la facoltà di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario per un importo non superiore alla metà. Nel caso in cui gli interventi fossero di particolare importanza o riguardino edifici di uso pubblico, la sovvenzione può raggiungere addirittura l’intero ammontare.

Il proprietario di un edificio vincolato è tenuto a presentare presso la Soprintendenza l’istanza di preventiva autorizzazione ai lavori. Durante questa fase il Soprintendente, su richiesta dell’interessato, si pronuncia sull’ammissibilità ai contributi statali e certifica il carattere necessario dell’intervento ai fini dell’ottenimento del contributo.

Per determinare la quota di partecipazione statale, si terrà ovviamente conto di altri contributi pubblici e privati già approvati, ed anche di eventuali benefici fiscali di cui il proprietario può godere, in modo da evitare sovrapposizioni.

E’ bene però ricordare che il contributo viene emesso solamente a lavori ultimati e collaudati, calcolato sulla spesa effettiva sostenuta dal proprietario.


E’ possibile anche ottenere contributi in conto interessi su mutui accordati da istituti di credito ai proprietari di beni culturali immobili. In questo caso il contributo sarà corrisposto dal Ministero direttamente all’istituto di credito, secondo modalità da stabilire con convenzioni. Questo tipo di contributo può essere concesso anche per interventi su opere di architettura contemporanea, di cui il Soprintendente abbia riconosciuto il particolare valore artistico.

Nell’atto di assunzione dell’onere della spesa compariranno anche accordi o convenzioni tra Ministero e proprietario, in cui sarà stabilita l’apertura al pubblico degli immobili una volta terminati i lavori di restauro. Gli accordi e le convenzioni sono valutati caso per caso, in base alla tipologia dell’intervento, al valore artistico e storico degli immobili e fisseranno i limiti temporali obbligatori di apertura.

 

Si comunica che, dal 15 agosto 2012 al 31 dicembre 2015, è sospesa la concessione dei contributi di cui agli artt. 35 e 37 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

 Tanto è disposto dall'art. 1, comma 26 ter, del decreto legge  6 luglio 2012 n. 95 convertito con legge 7 agosto 2012, n. 135 (G.U. 14 agosto 2012 n. 189, SO n. 173).

 

 

Esistono agevolazioni fiscali per i proprietari di immobili tutelati ?

 

 

 

a) Agevolazioni fiscali relative all'imposta sul reddito dei fabbricati


In materia di imposte sui redditi il legislatore riconosce benefici fiscali a favore dei proprietari sia in sede di determinazione del reddito di fabbricati da indicare nella dichiarazione annuale dei redditi, sia in occasione di interventi finalizzati alla manutenzione, protezione o restauro di beni culturali immobili
Individuazione della base Imponibile: in relazione alle modalità di determinazione del reddito degli immobili storici, i proprietari godono di una particolare agevolazione introdotta dall'articolo 11, comma 2, della legge n. 413 del 1991, secondo cui "In ogni caso, il reddito degli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, ai sensi dell'articolo 3 della legge 1 giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni e integrazioni, è determinato mediante l'applicazione della minore tra le tariffe d'estimo previste per le abitazioni della zona censuaria nella quale è collocato il fabbricato". Per tali immobili trova quindi applicazione un criterio di determinazione del reddito più favorevole, in quanto prescinde dalla rendita catastale attribuita allo specifico immobile nonché dalla percezione di un canone di locazione.
Ne consegue che, nel caso di edifici riconosciuti di interesse ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004, la modalità di individuazione della base imponibile delle rendite ha carattere variabile, in quanto a seconda del tipo di uso viene tassata o la rendita catastale oppure l'effettiva rendita netta.
Esenzioni fiscali per edifici fruibili dal pubblico: il dispositivo è riferito agli immobili interamente adibiti a sede museale, biblioteca,  archivio o che sono destinati ad altri scopi culturali

b) Agevolazioni fiscali relative all'imposta di registro


Per questa imposta sono previste agevolazioni sull'aliquota applicabile ai trasferimenti immobiliari dei beni sottoposti alle prescrizioni di tutela, sempreché l'acquirente non venga meno agli obblighi della conservazione e protezione dei beni.
La parte prima del testo Unico sull'imposta di registro introduce, al fine della fruizione dell'aliquota agevolata, diversi obblighi a carico della parte acquirente (nota II all'art.1). In particolare, qualora già sussista l'accertamento o la dichiarazione di vincolo previsto dal Codice  per i beni sottoposti alle prescrizioni di tutela, deve dichiarare nell'atto di acquisto gli estremi del vincolo medesimo, in base alle risultanze dei registri immobiliari; -qualora il vincolo non sia stato ancora imposto deve presentare, contestualmente all'atto da registrare, una attestazione rilasciata dalla Soprintendenza da cui risulti che è in corso la procedura di apposizione del vincolo. L'agevolazione è revocata nel caso in cui, entro il termine di due anni decorrente dalla data di registrazione dell'atto, non venga documentata l'avvenuta sottoposizione del bene al vincolo.
Nella nota medesima, inoltre, vengono anche disciplinate le ipotesi di decadenza dall'agevolazione: qualora i beni vengano in tutto o in parte alienati prima che siano stati adempiuti gli obblighi della loro conservazione e protezione; nel caso di mutamento di destinazione senza la preventiva autorizzazione dell'amministrazione competente; nel caso di mancato assolvimento degli obblighi di legge per consentire l'esercizio del diritto di prelazione dello Stato sugli immobili stessi.
Nei casi descritti, l'Amministrazione dà immediata comunicazione agli uffici finanziari delle violazioni che comportano la decadenza dalla riduzione dell'imposta.  

 

c) Agevolazioni fiscali relative alle spese a carico del proprietario


La normativa vigente prevede la deducibilità dal reddito delle spese di manutenzione, conservazione e restauro di beni architettonici dei quali sia stato riconosciuto l'interesse di bene culturale; le spese ammesse possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi.
Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.) riconosce alle persone fisiche ed agli enti non commerciali una detrazione dall'imposta; agli enti commerciali una deduzione dall'imponibile, relativamente alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico (D.P.R. n. 917/1986 come modificato dal D.Lgs. n. 344/2003). 
Qualora le spese per la manutenzione, protezione o restauro non siano obbligatorie per legge, la necessità di sostenerle deve risultare da apposita certificazione rilasciata dalla Soprintendenza, previo accertamento della congruità, effettuato d'intesa con il competente Ufficio del Territorio.
La detrazione non spetta in caso di mutamento di destinazione dei beni senza la preventiva autorizzazione della Soprintendenza, oppure in caso di mancato assolvimento degli obblighi di legge per consentire l'esercizio del diritto di prelazione dello Stato sui beni immobili vincolati.

 

  

Cosa posso fare in caso di lavori urgenti ?

  

D.lgs. 42/2004 -  art. 27 . Situazioni di urgenza

 

1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere effettuati gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato, purché ne sia data immediata comunicazione alla soprintendenza, alla quale sono tempestivamente inviati i progetti degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione.