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Compiti Istituzionali

Principali compiti istituzionali della Soprintendenza Archeologia, belle arti  e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

 La Soprintendenza esercita, nel territorio di competenza, un' articolata attività di tutela, conservazione e valorizzazione dei beni immobili di interesse storico e artistico realizzati da oltre 70 anni appartenenti a enti pubblici o istituti legalmente riconosciuti; l'attività si estende anche ai beni immobili appartenenti a privati, se dichiarati di interesse particolarmente importante e notificati in forma amministrativa ai proprietari tramite Decreto Ministeriale emanato ai sensi della legge 1 giugno 1939, n1089 (in vigore fino al 10.01.200) o tramite D.Lgs. 22 gennaio 2004, n42 recante il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

L'attività, ormai ben inquadrata sotto il profilo normativo dal Codice, è svolta in un contesto territoriale nel quale si concentra un numero elevato di capolavori dell'arte italiana. Nel settore dei beni immobili la tutela tende, inoltre, sempre di più ad intervenire non soltanto su singoli edifici, ma su ambiti di interesse storico più articolati, in una visione della tutela sempre più integrata e attenta al contesto territoriale.

 Si elencano di seguito i compiti istituzionali della Soprintendenza attribuiti dal vigente D.Lgs. 42/2004 e s.m.i. (Codice dei Beni culturali e del Paesaggio).

  • Verifica dell'interesse culturale dei beni immobili presenti sul territorio.
  • Catalogazione dei Beni di interesse storico architettonico presenti sul territorio intesa come operazione conoscitiva indispensabile per la formulazione di organiche azioni di tutela.
  • Attività ispettiva nel territorio di competenza, finalizzata alla verifica dello stato di conservazione dei beni immobili e della loro destinazione ad un uso compatibile con le esigenze di tutela.
  • Autorizzazione per interventi di edilizia, ai sensi dell'art. 21, su immobili dichiarati di interesse culturale o per i quali sia stato avviato il procedimento di dichiarazione di interesse.
  • Valutazione sulla compatibilità con le esigenza di tutela di interventi pubblici e privati soggetti a preventiva valutazione di impatto ambientale.
  • Imposizione di misure cautelari di inibizione o sospensione di interventi relativi a immobili dichiarati di interesse culturale o per i quali non sia ancora intervenuta la verifica o la dichiarazione di interesse culturale.
  • Imposizione di interventi conservativi sul patrimonio culturale o esecuzione dei medesimi in via sostitutiva.
  • Istruttoria per i contributi sulle spese sostenute per interventi conservativi e restauro su beni culturali.
  • Progettazione e direzione di interventi conservativi su immobili effettuati con finanziamenti statali.
  • Istruttoria per la predisposizione di tutela indiretta, (art. 45) volte ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni di interesse architettonico.
  • Autorizzazione in materia di collocamento di mezzi pubblicitari su edifici ed aree tutelate.
  • Ai sensi dell'art. 50 del Codice, gli interventi relativi al restauro o distacco di affreschi, stemmi tabernacoli e altri ornamenti di edifici, anche nel caso che appartengano a privati e non siano stati notificati, devono essere preventivamente autorizzati, a garanzia della loro integrità e loro conservazione.
  • Autorizzazione all'Alienazione alla permuta e alla costituzione di ipoteca.
  • Acquisto in via di prelazione di beni culturali.
  • Concessioni in uso di beni culturali
  • Concessione per riprese e riproduzioni audiovisive e fotografiche di beni culturali.
  • Stipula di accordi per la valorizzazione e la gestione di beni culturali.

 Inoltre, al fine di favorire la conoscenza delle testimonianze storiche e del patrimonio artistico del territorio, la Soprintendenza collabora e promuove iniziative volte a favorire l'accesso del pubblico al patrimonio, sia tramite il proprio Servizio Educativo (vedi Attività didattica) sia tramite pubblicazioni e progetti (vedi Pubblicazioni).

All'interno della Soprintendenza, gli uffici svolgono il compito di fornire al pubblico una serie di servizi relativi ai beni immobili tutelati ai sensi del codice e in particolare: dati sulla situazione di vincoli o sulle schede di catalogo, sulle certificazioni per agevolazioni fiscali ai sensi del T.U.I.R, emanato con D.P.R. 917/86, così come modificato con D. Lgs.344/03, sui contributi statali previsti dagli artt.34,,35,36 e 37 del Codice.

Attività

Il patrimonio culturale

Il patrimonio culturale nazionale è rappresentato da tutti quei beni avente valore di civiltà ed è costituito sia dai beni culturali in senso stretto, come quelli di interesse storico, artistico, archeologico, etnoantropologico, archivistico, librario, ecc... sia dai beni paesaggistici intesi come espressione dei valori culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio. Il D.Lgs.42/2004 e s.m.i (Codice dei Beni Culturali) individua esplicitamente la tutela e la valorizzazione come le due fondamentali attività che concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.

La tutela

La tutela del patrimonio culturale è un valore riconosciuto dalla Costituzione italiana e si esercita, sulla base di una adeguata attività conoscitiva sui beni che lo rappresentano, attraverso specifiche attività volte a garantirne la protezione e la conservazione per assicurarne il godimento alla collettività. L'esercizio della tutela si svolge attraverso una serie di attività di tipo tecnico e amministrativo volte a regolare diritti e comportamenti inerenti il patrimonio culturale. Le funzioni statali vengono esercitate attraverso gli organi del Ministero per i beni e le attività culturali al fine di assicurare un esercizio unitario di tali funzioni su tutto il territorio nazionale e una conseguente efficacia della propria azione.

La valorizzazione

La valorizzazione, da attuarsi in forme compatibili con le prioritarie esigenze della tutela, consiste nell'attività diretta a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica. Le funzioni in materia di valorizzazione del patrimonio culturale vengono svolte attraverso la cooperazione tra lo Stato, le Regioni e gli altri enti territoriali entro limiti che sono individuati dallo stesso Codice. In questa sezione sono indicate le principale attività di tutela e di valorizzazione che la Soprintendenza svolge attraverso la propria organizzazione tecnico-amministrativa sul patrimonio architettonico e paesaggistico delle province di Bologna, Modena,Reggio Emilia.

Catalogazione

L'attività di catalogazione del patrimonio storico e architettonico è da considerarsi fondamentale per la generale attività di tutela, sia sotto il profilo della conoscenza delle opere e della programmazione degli interventi finalizzati alla conservazione delle stesse, sia perché le conoscenze sistematicamente organizzate offrono un valido supporto all'azione preventiva ed efficace contro le azioni criminose che colpiscono le testimonianze artistiche e culturali del nostro paese.

La catalogazione dei beni culturali, è disciplinata dall'art. 17 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004).

Per svolgere le campagne di catalogazione del patrimonio culturale sul territorio di propria competenza la Soprintendenza opera sulla base delle direttive dettate dall'istituto in collaborazione con l'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).

L'Attività di Catalogazione

L'attività di catalogazione della Soprintendenza viene svolta ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 42/2004 "Codice dei beni culturali e del paesaggio", e consiste in una operazione conoscitiva indispensabile per ogni organica azione di tutela del patrimonio.

Presso la Soprintendenza è stato istituito l' Ufficio Catalogo Beni Architettonici

Restauro

Con l'entrata in vigore del D.Lgs. 42/2004 es.m.i. - recante il "Codice dei beni culturali e del paesaggio" - sono state introdotte rilevanti novità rispetto alla disciplina previgente;

  • in particolare riguardo l'individuazione dei beni sottoposti a tutela,il codice ha stabilito specifici criteri per l'identificazione ed il riconoscimento dei beni facenti parte del patrimonio culturale, con distinzione tra cose appartenenti a soggetti pubblici e a soggetti privati;
  • ha introdotto le nozioni di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale medesimo ed ha razionalizzato la materia dei controlli sui lavori aventi ad oggetto beni culturali.

Nell'ambito di tale rinnovato contesto normativo la Soprintendenza promuove interventi di carattere conservativo in materia di beni architettonici - compresi i dipinti murali e gli apparati plastici - che interessano capillarmente l'intera area territoriale, con un sistema di garanzia finanziaria che va dal contributo all'intervento in diretta amministrazione.

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio all'art. 29 definisce:

prevenzione il complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto;

manutenzione il complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale e al mantenimento dell'integrità, dell'efficienza funzionale e dell'identità del bene e delle sue parti;

restauro l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei suoi valori culturali.

La Soprintendenza, attraverso le proprie Unità Organiche Territoriali, svolge una coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro del patrimonio di competenza.

Il programma di restauro, ha carattere pluriennale e viene formulato sulla base di urgenze conservative riscontrate nei vari sopralluoghi effettuati nel territorio. Esso si esplica pertanto sia in lavori "in diretta amministrazione" condotti da funzionari e tecnici interni ma eseguiti materialmente da ditte di restauro esterne, che in interventi di restauro realizzati su iniziativa dei proprietari dei beni, sotto l'Alta Sorveglianza della Soprintendenza. Per quanto attiene questi ultimi, la Soprintendenza esprime, attraverso il funzionario responsabile del territorio, pareri tecnici sulla conduzione del restauro.

In applicazione dell'art. 21 comma 4 del D.Lgs. 42/2004, la Soprintendenza rilascia le autorizzazioni prescritte per l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni dichiarati di interesse culturale. Ai sensi del comma 5 del citato articolo l'autorizzazione è resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente, e può contenere prescrizioni. Il Ministero ha facoltà di concorrere alla spesa sostenuta dal proprietario per l'esecuzione degli interventi, per un ammontare non superiore alla metà della stessa; il contributo è erogato a lavori ultimati e collaudati (articoli 35 e 36 D.Lgs. n. 42/04).

L'attività di restauro

Per quanto l'attività di tutela si esplichi soprattutto attraverso il quotidiano impegno in azioni di prevenzione e manutenzione, per meglio esemplificare l'operato dell'Istituto, questa sezione presenta una sintesi di alcuni degli interventi di restauro in corso o conclusisi per lo più relativi a beni dello Stato, per i quali la progettazione e l'esecuzione dell'intervento è ricaduta direttamente sull'Amministrazione.

Verifica e dichiarazione di interesse

Procedimento di prescrizione di tutela

Per quanto concerne l'apposizione delle prescrizioni di tutela la normativa prevede due distinte procedure per i beni appartenenti a soggetti pubblici o privati. Se nel caso di beni di proprietà di regioni, province, comuni, altri enti pubblici e delle persone giuridiche private senza scopi di lucro (art.10 comma 1 del del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.), il codice prevede la specifica procedura della verifica di interesse culturale, di cui all'art.12, nel caso di beni appartenenti ai privati l'apposizione del "vincolo" discende dalla dichiarazione di interesse culturale di cui all'art.13 del suddetto decreto.

La verifica dell'interesse culturale

Con l'entrata in vigore del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio è stata introdotta la norma che prevede l'accertamento specifico dell'interesse storico-artistico del bene. Nello specifico l'art. 12 del D. L.gs 42/2004e s.m.i. prevede che le cose mobili e immobili appartenenti ad enti pubblici e a persone giuridiche private senza scopo di lucro, che rivestano interesse artistico, storico, ecc., risalgano ad oltre cinquant'anni e siano di autore non più vivente, vengano sottoposte ad un apposito procedimento di verifica, volto ad accertare la sussistenza o meno di detto interesse. La Soprintendenza procede all'istruttoria della verifica sulla base della richiesta presentata all'ente proprietario allegando la scheda compilata sulla base delle direttive del Ministero.

La verifica si conclude con un provvedimento della Direzione regionale per i Beni Culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna.

La Dichiarazione di interesse culturale per i beni di proprietà privata.

L'attuale D. Lgs. 42/2004 utilizza la dizione "dichiarazione di interesse culturale" per definire la procedura atta a riconoscere, dal punto di vista legislativo e fiscale, la valenza storico culturale di un determinato bene immobile e quindi da sottoporre alle adeguate prescrizioni di tutela.
Il decreto con il quale si appone il vincolo, riconoscere il particolare interesse culturale insito nel bene che è emesso dalla Direzione Regionale.

Autorizzazione ai lavori

Il Codice individua alcune forme di intervento sui beni culturali che sono vietate in termini assoluti: la distruzione, il danneggiamento e l'uso non compatibile con il carattere storico-artistico- architettonico del bene oppure idoneo a recare pregiudizio alla sua conservazione (art. 20); inoltre subordina all'autorizzazione del Ministero la demolizione delle cose costituenti beni culturali anche con successiva ricostruzione (art. 21)
Alla Soprintendenza è invece demandato il rilascio dell'autorizzazione per l'esecuzione di opere e lavori di qualsiasi genere sui beni culturali (art. 21, c. 4) previa presentazione di un progetto o di una descrizione tecnica delle attività proposte. (art. 21. c. 5)

I beni culturali soggetti ad autorizzazione sono quelli per i quali sia stata eseguita con esito positivo la verifica di interesse o per i quali sia stato emesso un provvedimento di dichiarazione di interesse.

Sono comunque sottoposti ad autorizzazione i beni culturali aventi più di cinquanta anni e di autori non viventi finchè non sia intervenuta la preventiva verifica di interesse.
Per i lavori su beni culturali pubblici da eseguirsi a cura di amministrazione dello Stato, regioni, enti pubblici territoriali ed altri enti ed istituti pubblici è prevista la possibilità di esprimere l'autorizzazione attraverso accordi tra l'ente interessato e il Ministero (art. 24).
La conferenza dei servizi è uno speciale procedimento volto ad accelerare l'iter procedurale per l'esecuzione di opere complesse nell'ambito del quale si giunge ad una intesa tra tutti gli enti interessati. L'autorizzazione del Soprintendente è rilasciata in quella sede (art. 25).
La valutazione di impatto ambientale è anch'essa uno speciale procedimento, di competenza del Ministero per l'Ambiente, nel cui ambito la Soprintendenza deve verificare se l'opera progettata sia compatibile con le esigenze di protezione dei beni culturali sui quali essa è destinata ad incidere. (art. 26).
Nelle situazioni di urgenza possono essere eseguiti gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato purchè il proprietario dia immediata comunicazione alla Soprintendenza (art. 27).

Il Soprintendente ha facoltà di sospendere qualsiasi intervento sui beni culturali che sia eseguito senza autorizzazione o in difformità da essa (art. 28). L'esercizio di tale potere cautelare, oltre alla inibizione di lavori non ancora iniziati, può estendersi anche nei confronti di cose che non siano state ancora sottoposte a tutela ma che a giudizio del Soprintendente abbiano le caratteristiche per esserlo (art. 28. c.2). In tale ipotesi tuttavia è prevista la revoca dell'ordine del Soprintendente qualora non venga comunicato al destinatario del provvedimento l'avvio del procedimento di verifica o di dichiarazione di interesse previsti dal Codice (art. 28, c.3).
Qualora dall'esame degli atti le opere previste risultino incompatibili con l'edificio tutelato si comunicano i motivi ostativi ai sensi della legge n° 241/90 e s.m.i. in base al quale "entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate di documenti."

Autorizzazione ai lavori

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004) sancisce che l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione del soprintendente. In applicazione dell'art. 21 comma 4 del citato codice, la Soprintendenza rilascia le autorizzazioni prescritte per l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni dichiarati di interesse culturale. Ai sensi del comma 5 dello stesso articolo l'autorizzazione è resa sulla base di un progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente, e può contenere prescrizioni. Con l'espressione "beni culturali" si intendono in questo caso e a termini di legge i beni per i quali sia intervenuta una dichiarazione dell'interesse culturale che, per quanto attiene le competenze dell'Istituto, può essere relativa sia i beni mobili che immobili; beni quindi "vincolati", sui quali il Ministero ha l'obbligo della vigilanza e che, in alcun modo, "possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione".

L'autorizzazione per interventi di edilizia è richiesta dal proprietario del bene culturale ed è rilasciata dal Soprintendente entro 120 giorni dalla richiesta (art. 22). Tale termine è sospeso se la Soprintendenza chiede chiarimenti o integrazioni progettuali oppure procede ad accertamenti di natura tecnica sul bene.
Qualora gli interventi edilizi relativi a beni tutelati richiedano un'autorizzazione edilizia nelle forme semplificate previste dalla vigenti disposizioni urbanistiche, il richiedente deve produrre al Comune, all'atto della denuncia di inizio attività, la preventiva autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza corredata dal relativo progetto.
Nei casi in cui si ricorra all'istituto della conferenza di servizi l'autorizzazione viene formalizzata con dichiarazione motivata, da acquisire al verbale della conferenza di servizi.
Nel caso di opere sottoposte per legge a valutazione di impatto ambientale l'autorizzazione viene espressa dal Ministero in sede di concerto per la pronuncia di compatibilità ambientale sulla base del progetto definitivo.
Le richieste di autorizzazione per lavori prevedono obbligatoriamente l'apposizione del bollo conformemente al dispositivo del D.P.R. 642/72 integrato dal D.P.R. 955/82, art. 3, relativo alle istanze presentate a un ufficio pubblico ai fini dell'emanazione di un provvedimento amministrativo.

Contributi e agevolazioni fiscali

L'importanza della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio culturale, al quale deve essere riconosciuto - a prescindere dall'appartenenza dei beni al privato o allo Stato ed enti pubblici - un interesse per la collettività, ha determinato il riconoscimento di particolari benefici fiscali sia a favore di coloro che sono tenuti direttamente alla manutenzione, protezione o restauro dei beni medesimi, sia a favore di coloro che, indirettamente, forniscono le risorse economiche necessarie.

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio stabilisce che, in linea generale, i soggetti pubblici e privati hanno l'obbligo di garantire la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza e che pertanto i conseguenti oneri finanziari per gli interventi conservativi sono posti a loro carico (art. 30). L'intervento di sostegno finanziario dello Stato attraverso i contributi costituisce pertanto un'eccezione che è rimessa a scelte tecnico-discrezionali compiute dell'Amministrazione.
In particolari circostanze dunque gli oneri per interventi conservativi volontari o per quelli imposti, secondo le modalità e procedure previste dal Codice (artt. 32 - 33 ), possono essere posti, in tutto o in parte, a carico del Ministero che a tal fine può erogare contributi con le modalità e procedure previste dal Codice (artt. 34 - 37). Gli interventi conservativi volontari (art. 31) sono soggetti alla preventiva autorizzazione del Soprintendente che, in quella occasione, può accertare l'esistenza dei presupposti che consentono la contribuzione pubblica

I contributi erogabili sono costituiti da due differenti tipologie e seguono diverse procedure di erogazione:

  • Contributi in conto capitale. Consistono nel rimborso parziale o totale, a consuntivo, della spesa sostenuta dal beneficiario per gli interventi di conservazione ritenuti ammissibili.
  • Contributi in conto interessi. Consistono nel pagamento degli interessi relativi a mutui accordati dagli istituti di credito per gli interventi di conservazione.
  • Le richieste di Contributi vengono istruite dalla Soprintendenza e trasmesse alla Direzione Regionale.
  • Contributi e agevolazioni fiscali

    Il procedimento per l'erogazione del contributo per interventi volontari può essere avviato per iniziativa del beneficiario oppure della stessa Amministrazione; ma sempre con riferimento ad interventi conservativi inerenti beni di interesse culturale che siano stati sottoposti a preventiva autorizzazione del Soprintendente. In ogni caso, e dunque anche per gli interventi conservativi imposti, la Soprintendenza deve certificare la necessità della spesa e la sua congruità, d'intesa con l'Agenzia del Territorio. Per quanto riguarda le agevolazioni fiscali il Soprintendente deve preventivamente accertare e attestare l'esistenza dei presupporti che consentono l'applicazione delle leggi di settore.

    Tutela indiretta

    Il Codice prevede la possibilità di svolgere un'azione di tutela indiretta, a salvaguardia dei beni immobili che siano stati già riconosciuti di interesse culturale, indicando le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che ne sia messa in pericolo l'integrità, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e decoro. (art 45).Con la formula "tutela indiretta" si intende, ai fini della protezione del patrimonio culturale, l'imposizione di limiti e condizioni all'utilizzo di cose che, prive di per sè di valore culturale e non soggette al regime di tutela, si trovano con i beni culturali in una particolare relazione. Attraverso l'imposizione di prescrizioni si determina una specie di asservimento finalizzato a garantire l'integrità del patrimonio stesso, consentendo in tal modo la piena attuazione dell'interesse pubblico.

    Le tutele indirette sono proposte dalla Soprintendenza con l'avvio del procedimento ai sensi della legge 241/90 e provvedimento dopo verifica del CORECO delle eventuali osservazioni presentate dai proprietari.

    Alienazione e prelazione

    Gli atti che trasferiscono, in tutto o in parte, a qualsiasi titolo, la proprietà o la detenzione di beni culturali devono essere obbligatoriamente denunciati al Ministero (art. 59).
    La denuncia è presentata al competente Soprintendente del luogo ove si trovano i beni. (art. 59, c. 2) e contiene:

    • I dati identificativi delle parti e la sottoscrizione delle medesime o dei loro rappresentanti legali, (affinché risulti che entrambe le parti siano consapevoli dei vincoli esistenti sulla "cosa" per effetto della dichiarazione di interesse culturale),
    • i dati identificativi dei beni;
    • l'indicazione del luogo ove si trovano i beni;
    • l'indicazione della natura e delle condizioni dell'atto di trasferimento;
    • l'indicazione del domicilio in Italia delle parti ai fini delle eventuali comunicazioni previste dal presente Titolo. (art. 59, c. 4).

    Si considera non avvenuta la denuncia priva delle indicazioni previste dal comma 4 o con indicazioni incomplete o imprecise. In caso di violazione dell'obbligo è previsto a carico del trasgressore l'irrogazione di sanzioni penali e amministrative. (art. 59, c. 5).Il Soprintendente ricevuta la denuncia di un atto soggetto a prelazione, lo comunica alla regione e agli altri enti pubblici territoriali nel cui ambito si trova il bene (art. 62, c. 1); tali enti possono formulare al Ministero, entro trenta giorni, la proposta di prelazione (art. 62, c. 2); il Ministero, qualora decida di non esercitare la prelazione, lo comunica all'ente interessato e questi, assumendo i necessari impegni di spesa, acquisisce la proprietà del bene (art. 62, c. 3). L'inoltro alla Direzione Generale competente per materia della proposta dell'esercizio della prelazione è di competenza della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna che vi provvede su parere della Soprintendenza, della regione o degli altri enti pubblici territoriali. Nel caso la proposta provenga da un ente territoriale, la Direzione Regionale comunica la rinuncia da parte dello Stato. La Direzione Regionale formula inoltre alla Direzione Generale competente per materia la proposta alla rinuncia alla prelazione.
    Qualora il Ministero eserciti il diritto di prelazione su parte delle cose alienate, è fatta salva la facoltà dell'acquirente di recedere dal contratto.

    Tutela paesaggistica

    Il Codice dei Beni Culturali, nella parte terza, definisce il paesaggio come "parte omogenea del territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana e dalle reciproche interrelazioni" (art. 131) e sottolinea il ruolo imprescindibile della cooperazione tra le amministrazioni pubbliche al fine di pervenire ad "una definizione congiunta degli indirizzi e criteri riguardanti le attività di tutela, pianificazione, recupero, riqualificazione e valorizzazione del paesaggio e di gestione dei relativi interventi" (art.132). Il controllo e la gestione dei beni soggetti a tutela sono definiti dall'art. 146 del Codice.

    Con il D.P.R. 9 luglio 2010 n 139 è stato definito il regolamento recante procedimento Semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità, a norma dell'art. 146, c. 9 del del Codice.

    Progetti e iniziative culturali

    Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio identifica tra gli obiettivi del Ministero quello di realizzare, promuovere e sostenere, anche con il concorso delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali e delle università, ricerche, studi ed altre iniziative culturali riconducibili ad attività conoscitive aventi per oggetto il patrimonio culturale (art. 118). Inoltre, al fine di garantire l'attuazione e quindi la diffusione dei risultati di tali studi e ricerche (come pure di altre attività, compresa la catalogazione), la Soprintendenza può stipulare accordi con altri soggetti pubblici e privati.